Violenza domestica nel periodo dell’epidemia

Il prof. Umberto Nizzoli, Presidente della Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (Sisdca), ha lanciato l’allarme riguardo ai rischi dell’aumento delle violenze domestiche in connessione alle restrizioni dovute al coronavirus e ha fornito alcuni consigli su come contrastare il fenomeno.

L’obbligo di rimanere in casa, per quanto giustificato dall’emergenza sanitaria, potrebbe essere molto pericoloso soprattutto in quelle famiglie in cui si sono verificati episodi di violenza sia nei confronti del partner sia nei confronti di bambini.

Molte famiglie vivono situazioni di esasperazione, a causa dei danni economici arrecati dal virus, dell’isolamento sociale, della mancanza di contatto con quei sistemi di welfare che erano di appoggio: l’ansia e il panico si diffondono facilmente, con il rischio di acuire situazioni di violenza domestica laddove erano già presenti ma anche di generarle nelle famiglie più deboli.

Meeting salute - Violenza domestica

Il rischio di violenza domestica

La situazione critica che ha colpito molte famiglie e lo stress che molti genitori vivono rischia di provocare risposte aggressive e offensive alle richieste dei propri figli. Tanto più che in questo momento le strutture di supporto a cui i genitori fanno riferimento nella normalità, oggi vengono meno. Scuole, assistenza all’infanzia, nonni, organizzazioni della comunità sono pressoché irraggiungibili a causa delle restrizioni di legge.

Il costo umano della violenza domestica è, infatti, molto elevato. Le conseguenze non sono solo a livello psicologico e della salute mentale, ma riguardano anche il fisico, anche per quanto riguarda le malattie croniche. Ma non solo: essere vittima di violenza aumenta di rischio di malattie di tipo metabolico, spinge verso l’uso di sostanze legali e illegali, induce depressione, espone al rischio di disturbo post traumatico da stress e a comportamenti sessuali a rischio. E non va nemmeno tralasciato che la violenza domestica, tanto verso il partner quanto verso i minori, talvolta può avere esiti drammatici, come la morte.

La violenza all’interno della coppia

I dati sulla violenza all’interno della coppia sono piuttosto allarmanti. Il prof. Nizzoli spiega come circa una donna su quattro e un uomo su dieci si trovano a subire violenze fisiche da parte dei partner, tralasciando le numerosissime aggressioni psicologiche.

Inoltre, nel 41% dei casi le persone che sopravvivono a violenza riportano anche danni fisici. Vi è, infatti, un numero non trascurabile di casi in cui la violenza si conclude con la morte. Secondo i dati, negli Stati Uniti gli omicidi perpetrati dal proprio partner sono circa il 16%.

Durante le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, avverte il prof. Nizzoli, c’è il concreto rischio che le violenze da parte del partner aumentino. La possibilità di uscire da casa e di recarsi presso una stazione di polizia è un’opzione attualmente molto difficile da realizzare, con tutte le conseguenze del caso.

Le violenze domestiche sui bambini

I dati del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) i bambini che subiscono fenomeni di abusi o che vengono abbandonati in tutto il mondo sono più di uno ogni sette ogni anno, ma sale a uno ogni cinque nelle famiglie di basso livello socio-economico. L’abuso sui minori, poi, secondo uno studio di CDC e OMS, sarebbe il fattore principale nello sviluppo di malattie fisiche e mentali.

Durante l’emergenza a causa del COVID-19 i bambini sarebbero ancora più a rischio, avverte il prof. Nizzoli, e in condizione di particolare vulnerabilità. Gli studi, infatti, dimostrano che nei genitori l’aumento del livello di stress, quando supera certe soglie, predispone all’abuso fisico e al maltrattamento dei minori.   Inoltre, sottolinea che la sospensione delle attività scolastiche non permette agli insegnanti di rilevare situazioni di abuso all’interno delle famiglie e di segnalarle a chi di dovere. Inoltre, spesso, nelle famiglie più in difficoltà e a rischio, i bambini non hanno possibilità di rimanere in contatto con amici e persone di riferimento in quanto non hanno i mezzi tecnologici necessari.

Per questo motivo è indispensabile essere comunque presenti, facendo sentire alle persone che subiscono abusi la propria presenza e la possibilità di trovare aiuto. Inoltre è fondamentale la collaborazione con le forze dell’ordine in modo che le restrizioni possano essere meno severe nel momento in cui la casa costituisce un pericolo. Allo stesso modo, dovrebbe essere possibile offrire consulenze virtuali e check-in telefonici.