#PARLIAMODIDIABETE

OSPITI

  • Riccardo Fornengo, ASL TO4 Consigliere AMD Nazionale
  • Walter Marrocco, Responsabile Scientifico FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale)
  • Luciano Onder, Giornalista

IL TEMA

Un tema importantissimo è stato trattato nell’Arena Meeting Salute C3, non solo per il gran numero di persone coinvolte, ma perché, il diabete, è una malattia vera e propria. La malattia coinvolge ogni ceto sociale. L’incontro “#PARLIAMODIDIABETE” è stato introdotto da Luciano Onder, giornalista che ha definito brevemente il diabete di tipo 1 e l’altro, assai diffuso, di tipo 2, conosciuto come diabete della persona anziana. «Il diabete è una vera e propria epidemia, una pandemia presente anche nei paesi poveri». Esso è inoltre silente, nei primi anni fa danni silenziosi e non ha manifestazione concreta.

L'INCONTRO

Il diabete va scoperto e curato soprattutto restando in contatto col medico di base, che prede a carico i pazienti cronici per aiutarli nel loro percorso. Il diabete è singolare ma al suo interno ha diverse sfaccettature. Il punto comune è solo il risultato, l’aumento del valore glicemico, come ha confermato Riccardo Fornengo, ASL TO4 Consigliere AMD Nazionale. Ha poi preso la parola il signor Massimo per portare la sua vita come testimonianza. Diabetico di famiglia, ha cambiato il suo stile vita e convive con la patologia da vent’anni. Monica Ferrarotti, medico di famiglia, figura importantissima nella nostra società e sanità, ha quindi spiegato che «il medico di famiglia può fare un percorso di prevenzione e diagnosi di tutte le malattie solo se il paziente si presenza in studio. Il primo passo della salute e del benessere passa attraverso il rapporto ed un comportamento di responsabilità». Ha aggiunto che «il paziente non può presentarsi e dire “mi alzo da qualche mattina e mi sento diabetico”. L’attenzione al diabete è importate e significa tenere le complicazioni lontane per prevenire i danni».

Fornengo ha ricordato che l’Italia ha uno dei sistemi sanitari migliori del mondo, con una rete diabetologica molto forte. «Il sistema della diabetologia deve essere aperto ad accesso molto facile per i pazienti, perché deve essere principalmente un sistema di integrazione. Deve essere una gestione integrata dove è presente una triangolazione perenne tra specialista, medico di famiglia e paziente, in cui i piani e il percorso del paziente siano facili e percorribili». Per garantire questa tipologia di sistema e gestione, ha aggiunto, «la comunicazione col paziente deve essere molto chiara e dare tutte le informazioni sulla situazione reale. E, dato che siamo in un campo di cronicità, serve collaborazione e spazio per i bisogni e le necessità di ciascuno».

Luciano Onder, per far conoscere i nuovi macchinari e le nuove tecnologie per la misurazione e l’infusione della glicemia, ha passato la parola a Massimo, che ne ha dimostrato praticamente l’utilizzo. Ha parlato del suo rapporto quotidiano con gli strumenti che «specialmente oggi, dato che siamo abituati con la tecnologia di smartphone e altri apparecchi elettronici, sono di una facilità estrema».

«Gestire il diabete significa prendersene carico e il paziente deve essere l’attore principale aiutato dai medici e dalla famiglia. Conoscendo e prendendo atto della malattia, si può scegliere lo stile di vita, mangiare in modo intelligente e si possono mettere in atto le cure opportune per evitare le complicanze», ha perciò concluso Onder.

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