La Fondazione Meeting per l’amicizia tra i popoli, organizzatrice del Meeting di Rimini, ha recentemente eletto il nuovo presidente.
Si tratta di Bernhard Scholz, già consulente di direzione, che prende il posto di Emilia Guarnieri, presidente di Fondazione Meeting per ben 27 anni.

L’elezione del nuovo presidente è avvenuta durante il rinnovo del consiglio di amministrazione: oltre alla nomina di Scholz, vi sono state le riconferme di Andrea Simonicini, professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Firenze, di Giorgio Vittadini, professore ordinario di Statistica all’Università di Milano Bicocca. Sono entrati, invece, a far parte del consiglio Guadalupe Arbona Abascal, professoressa di Letteratura spagnola all’Università Complutense di Madrid, e Marco Bersanelli, ordinario di Fisica e Astrofisica all’Università degli Studi di Milano.

Il nuovo presidente Bernhard Scholz.

Bernhard Scholz giunge alla massima carica di Fondazione Meeting in un momento di emergenza che dall’ultimo dopo guerra non si era mai più verificato nella nostra nazione.

Consulente di direzione e interessato da sempre alla formazione manageriale nelle imprese e nelle opere sociali, fin dal 2008 fa parte del consiglio l’amministrazione di Fondazione Meeting per la quale ha moderato numerosi convegni con temi economici, welfare e innovazione tecnologica. Scholz, laureato in Scienze Politiche e Storia Moderna presso le Università di Münster e Freiburg, ed esperto in consulenza e formazione manageriale, ha iniziato la sua carriera come giornalista professionista all’arcidiocesi di Freiburg per poi dedicarsi, fin dagli anni Novanta, alla consulenza e alla formazione manageriale per grandi aziende. Ha inoltre sviluppato interventi formativi per le piccole e medie imprese, dai quali è nata la Scuola d’Impresa, confluita poi nel 2015 nella Cdo Academy. Completa il suo curriculum la carica di presidente della Compagnia delle Opere, che ha ricoperto dal 2008 fino al gennaio del 2020.
In questo clima drammatico Bernhard Scholz si ripropone lo stesso obiettivo che da 40 anni la storia del Meeting continua a perseguire. Se continuare a ricercare e testimoniare speranza e coraggio, pur di fronte alle enormi difficoltà che si presentano di giorno in giorno, è lo scopo che da sempre guida l’azione della Fondazione, oggi l’emergenza coronavirus rende ancora più concreto il senso di questo operato.

Le limitazioni fisiche e l’attuale impossibilità di contatti rende ancora più viva la consapevolezza della necessità delle relazioni: gli incontri, lo scambio di opinioni e la condivisione assumono un nuovo significato, reso ancor più prezioso grazie all’impegno di chi, come medici e infermieri, combatte in prima linea contro il virus.
Il nuovo presidente di Fondazione Meeting, consapevole di trovarsi di fronte a un quadro in cui a livello politico, economico e sociale si presentano forti contrapposizioni dalle quali nascono disagio sociale e difficoltà individuali, sottolinea l’importanza delle relazioni positive e dell’impegno verso la riscoperta della forza del bene e del dialogo.

Lascia il suo incarico a Scholz Emilia Guarnieri, che per ben 27 anni ha guidato Fondazione Meeting dedicando ad essa una grande parte della sua vita.

Emilia Guarnieri dopo 27 anni lascia la presidenza.

Un’immensa avventura di libertà” è la definizione che Emilia Guarnieri dà del suo periodo di presidenza della Fondazione Meeting. Il viaggio lungo 27 anni, alla guida di una manifestazione culturale seguitissima e attiva da moltissimi anni, si conclude con la consapevolezza che lasciar andare è un gesto d’amore.
È la stessa Guarnieri a paragonare la Fondazione a un figlio, che non viene abbandonato ma, nel momento opportuno, lasciato andare. Ma sono molti di più gli anni che Emilia ha dedicato all’impegno in Fondazione Meeting: 40 anni di responsabilità condivisa che le hanno permesso di vivere esperienze ricche di bellezza.

Essere parte del Meeting, anche durante la presidenza, ha significato per lei essere prima di tutto una volontaria: Emilia in questi anni di attività ha incontrato moltissime persone con cui ha lavorato e tessuto relazioni importanti che, al momento del passaggio del testimone a Bernhard Scholz, non vuole dimenticare.  Il ringraziamento della Guarnieri si rivolge a tutti: dagli amministratori del Meeting alla redazione culturale, da collaboratori alle istituzioni, dai partner ai relatori e curatori delle mostre, per giungere poi ai tanti volontari che sono l’anima del Meeting.

Dopo 27 anni di presidenza, Emilia Guarnieri lascia uno splendido ricordo in chi ha avuto la fortuna di conoscerla e lavorare assieme a lei. Parole di apprezzamento e di ringraziamento arrivano da Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, con il quale Guarnieri ha condiviso un obiettivo di bene comune orientato anche alla città del Meeting. Le parole di Gnassi si concentrano proprio sulla presenza di Emilia nella città e sulla sua attenzione per Rimini: migliaia di persone, nelle varie edizioni del Meeting, sono infatti arrivate in questa città portando un contributo di crescita personale e sociale molto importante. Non per nulla nel 2004 l’Amministrazione Comunale conferì a Emilia Guarnieri il Sigismondo l’Oro, prestigioso riconoscimento conferito ai cittadini che con la loro attività abbiano onorato la città di Rimini.

Anche Emma Petiti, presidente del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna, rivolge parole di gratitudine e apprezzamento a Emilia Guarnieri. In un periodo delicato e drammatico, come quello che si sta vivendo in questo momento, la Petiti sottolinea l’importanza dell’abnegazione e dell’impegno di figure come quella di Emilia Guarnieri e della valenza di eventi come il Meeting, in quanto i luoghi d’incontro e di amicizia sono la base per la costruzione del dialogo, della pace, della convivenza e del bene comune.

Il miglior modo per ringraziare la presidente uscente di tutto il suo lungo operato e di augurare buon lavoro al neopresidente, è senza dubbio darsi appuntamento al prossimo meeting. “Privi di meraviglia, restiamo sordi al sublime”, titolo che, come sottolinea il neopresidente Scholz, è un invito a riconoscere la realtà come tramite verso il sublime.