Il Massachusetts General Hospital sarà uno dei primi centri a testare l’ossido nitrico per la cura dei sintomi nei casi lievi o moderati di coronavirus.

L’ossido nitrico (o monossido di azoto) è noto per i suoi effetti sul rilassamento dei vasi sanguigni e potrebbe aiutare i pazienti che hanno riportato gravi lesioni ai polmoni a causa del COVID-19.  In natura, l’ossido di azoto si presenta come un gas incolore ed è in grado di migliorare l’apporto di ossigeno ai tessuti lesionati: prodotto naturalmente dall’organismo, permette la comunicazione tra le cellule, tanto che è stato utilizzato per curare molti neonati con difetti cardiaci e già nel 1992 gli è stato assegnato il riconoscimento di “molecola dell’anno” sulla rivista Science.

Meeting Salute -Massachusetts General Hospital testa l’ossido di azoto sui malati di COVID-19

La sperimentazione dell’ossido nitrico per curare i sintomi del COVID-19

Il dottor Lorenzo Berra, specialista in terapia intensiva del Massachusetts General Hospital, che sta conducendo la nuova sperimentazione, ha dichiarato: “è una terapia notevole, ha un profilo di rischio minimo”.

Lo studio internazionale è supervisionato da MGH e si sta svolgendo in diversi centri: Massachusetts, Alabama, Louisiana, Svezia e Austria. L’ossido nitrico viene fatto inalare ai pazienti COVID-19 che presentano sintomi lievi o moderati attraverso una macchina respiratoria CPAP per 20-30 minuti due volte al giorno per due settimane.

“Siamo molto fiduciosi che questa terapia possa attenuare gli effetti devastanti del COVID-19, ma prima occorre testarla. Questa molecola è già stata approvata dalla FDA, e, se i risultati saranno promettenti, l’uso diffuso potrebbe iniziare immediatamente”, ha detto il dottor Keith Scott, uno dei ricercatori a capo della sperimentazione che si sta svolgendo presso la Louisiana State University Health a Shreveport.

Lo studio verificherà anche se questo trattamento riduca il numero di pazienti che necessitano di ventilatori, che attualmente scarseggiano in tutta la nazione.

“L’ossido nitrico è uno dei possibili agenti terapeutici che potrebbero contribuire a ridurre le gravi lesioni polmonari di COVID-19. Non è una panacea, ma la nostra speranza è che abbia un effetto positivo sulla riduzione della progressione di una malattia che devasta i polmoni”, ha detto Scott.

È stato poi proposto un secondo studio, ora in fase di analisi, che avrebbe come oggetto gli operatori sanitari, quotidianamente esposti a pazienti affetti da coronavirus. Se tale studio venisse approvato, il personale sanitario verrebbe invitato a inalare una dose elevata del farmaco per 10-15 minuti all’inizio e alla fine di ogni turno.

La ricerca e la sperimentazione di farmaci per COVID-19 non si fermano

Ci sono, tuttavia, anche altri trattamenti per il coronavirus su cui si sta lavorando, dato che il numero di casi negli Stati Uniti è in forte crescita. Il Dr. Anthony Cardillo, CEO di Mend Urgent Care, in un’intervista rilasciata all’emittente ABC7 Los Angeles, ha dichiarato che si stanno ottenendo buoni risultati con una combinazione di idrossiclorochina e zinco.

“L’ho prescritta a pazienti in condizioni molto gravi e, nell’arco di 8-12 ore, erano praticamente privi di sintomi”, ha detto Cardillo.

“Nelle ultime settimane, alcuni ospedali hanno iniziato la sperimentazione di un altro farmaco antivirale, il Remdesivir, già utilizzato in passato nella cura di altre varianti di coronavirus. Il farmaco, somministrato per via endovenosa, aiuterebbe a prevenire l’infezione e ridurre la gravità dei sintomi se impiegato precocemente durante il decorso della malattia. Gli ospedali coinvolti nella sperimentazione del Remdesivir in relazione al COVID-19 hanno ricevuto molte richieste da parte di pazienti che desideravano entrare in questo percorso di cura.”