l’Istituto Gaslini di Genova, grazie al lavoro congiunto di un team multidisciplinare, ha elaborato un protocollo interno da applicare nei confronti dei pazienti più giovani affetti da COVID-19, mettendo a disposizione di tutta la comunità scientifica ciò che nel corso del tempo si è scoperto.
Dopo l’annuncio del direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia, sono giunti i complimenti e i ringraziamenti del presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, e della vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale, che si sono dichiarati orgogliosi del lavoro e della collaborazione scientifica messa in campo dagli specialisti dell’ospedale pediatrico genovese.

L’ospedale Giannina Gaslini è un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico che opera in ambito pediatrico e costituisce una vera e propria eccellenza non solo sul territorio nazionale, ma anche a livello internazionale. In questo istituto, infatti, operano specialisti che coprono tutti i campi della pediatria e il centro è considerato un punto di riferimento internazionale per lo studio delle malattie antinfiammatorie.
Questo ospedale ha una notevole esperienza nell’uso di farmaci in situazioni infiammatorie: poiché il metodo di trattamento della componente infiammatoria della polmonite severa causata dal COVID-19 è centrale nella strategia terapeutica, questo istituto si è fatto centro delle ricerche e della coordinazione scientifica a livello pediatrico.
La componente infiammatoria, con degenerazione in polmonite severa, è molto grave nell’adulto e meno frequente nel bambino, tuttavia, sebbene i casi siano piuttosto rari, non sono del tutto assenti.

Se la preoccupazione maggiore per i contagi di COVID-19 sembra essere prevalentemente rivolta alle persone anziane, agli adulti e alle persone già affette da altre patologie, i dati più recenti dimostrano che i bambini e gli adolescenti non sono del tutto immuni da questa patologia, sebbene i casi gravi o letali siano percentualmente molto contenuti.
Nelle ultime settimane, infatti, in Europa, si sono riscontrati casi di pazienti pediatrici gravemente affetti ed alcuni persino letali.
Per quanto nei bambini, in genere, si riscontrino complicanze influenzali più frequentemente che negli adulti, nel caso del COVID-19 ci sarebbe una tendenza diversa, ancora da studiare.

COVID – 19: modalità e protocollo da adottare in caso di bambini.

Per questo il team di studiosi del Gaslini ha prodotto uno schema da applicare in caso di bambini, adolescenti e giovani adulti affetti da questo virus.

Così come spiega il direttore generale dell’Istituto Gaslini Paolo Petralia, fin dall’inizio della pandemia un team di specialisti ha iniziato a raccogliere dati e informazioni e a fare ricerca su questo virus con lo scopo di individuare le migliori metodologie terapeutiche per affrontare il COVID-19 anche in età pediatrica, negli adolescenti e nei giovani adulti. Nel corso poi delle settimane di contagio nel nostro paese, si è lavorato in modo coordinato con i più importanti centri di ricerca italiani e con altri ospedali limitrofi al fine di apprendere il maggior numero possibile di informazioni sulla malattia.

L’Istituto Gaslini ha, a tal fine, creato un osservatorio permanente in cui raccogliere i dati sull’andamento della malattia e sui riscontri sui pazienti attraverso le esperienze degli ospedali del territorio e di quelli nazionali, in relazione ai trattamenti effettuati.
Il team di studiosi del Gaslini, costituito da esperti in vari campi della medicina pediatrica, ovvero reumatologi, immunologi, virologi, infettivologi, pneumologi, si è confrontato con i colleghi impegnati nelle stesse ricerche sulla malattia nei confronti degli adulti. L’obiettivo è di essere in grado di fornire una risposta rapida ed efficace nel caso in cui si presentassero bambini, adolescenti o giovani adulti con sintomi preoccupanti della malattia, in modo da bloccare una degenerazione infiammatoria che possa provocare polmonite severa.   

Grazie all’incrocio tra i dati raccolti presso l’ospedale e il confronto con i dati relativi al trattamento terapeutico degli adulti, si è istituito uno protocollo da utilizzare all’interno dell’Istituto stesso, ma anche a disposizione di altri centri. Particolare attenzione viene data a pazienti che possono essere più fragili, in quanto già affetti da patologie importanti, oncologiche o polmonari, o sottoposti a terapie che causano immunodepressione.   

Grazie all’esperienza dell’Istituto sull’uso dei farmaci antinfiammatori, all’interno del protocollo sono inserite alternative terapeutiche al tocilizumab, come gli inibitori di interluchina IL-1, per i quali sono già attivate sperimentazioni cliniche.
Inoltre, in appoggio alla terapia antinfiammatoria, sono state predisposte le modalità attraverso cui intervenire con farmaci antivirali e farmaci per la profilassi antitrombotica.

Infine, sono state messe a punto le modalità secondo le quali intervenire in caso di necessità di assistenza respiratoria.