La SIAIS, Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità che ha sede a Bologna, ha in questi giorni radunato i propri coordinatori territoriali, organizzando una sorta di monitoraggio della situazione COVID-19 negli ospedali, attraverso puntuali report che arrivano dai vari referenti.

La frenetica attività svolta negli ospedali per contrastare gli effetti nefasti del COVID-19 si concentra tra medici, infermieri e personale sanitario. Tuttavia, affinché questi specialisti possano essere messi in condizioni di lavorare nel miglior modo possibile, strumentazione e della tecnologia messa a loro disposizione, sono al loro fianco tecnici ed esperti che collaborano fattivamente per fornire strumentazioni e tecnologie con il massimo livello di funzionalità e sicurezza. L’aumento esponenziale di contagiati con necessità di ricovero in terapia intensiva e sub-intensiva ha reso necessaria la costruzione di nuovi reparti attraverso il recupero di quelli inutilizzati, oppure riconvertendo settori ospedalieri utilizzati con altre funzioni o progettandone di nuovi. È stato, dunque, necessario l’intervento di tecnici e ingegneri in grado di verificare le norme tecniche e igieniche sanitarie e di controllare l’idoneità dei nuovi reparti.

Ambiente ospedaliero, sicurezza operativa ed idoneità nuovi reparti al COVID 19.

Si tratta di esperti nel settore, ingegneri, architetti e tecnici della sanità, che lavorano per il sistema sanitario nazionale utilizzando le proprie competenze professionale e l’esperienza maturata sul campo in un settore tanto particolare quanto specifico, com’è l’ambiente ospedaliero, e si sono dimostrati fondamentali per il lavoro dei medici e degli infermieri e per contribuire alla sopravvivenza dei pazienti.
È Daniela Pedrini, presidente di SIAIS, a spiegare che l’efficacia della loro azione deriva dalla minuziosa conoscenza degli ambienti in cui operano nei vari reparti, permettendo loro di mettere in campo le strategie più funzionali alla realizzazione degli ambienti di lavoro. A ciò si unisce la competenza nell’ambito delle necessità tecniche e dei requisiti igienico-sanitari che devono essere rispettate nei vari reparti, anche grazie all’esperienza maturata nella progettazione e nelle opere mantentive di tutti gli ambienti sanitari sia a livello ospedaliero sia nei centri medico-sanitari in genere.

Il lavoro sul territorio non fa riferimento solo alle aree particolarmente colpite, ma si estende anche alle regioni attualmente non critiche, in modo da predisporre al meglio le strutture nel caso in cui fosse necessario affrontare situazioni di emergenza.
Inoltre, sottolinea ancora la presidente di SIAIS, il lavoro sul campo dei tecnici non si ferma all’organizzazione delle aree dove si tenta di contrastare il virus, ma si estende anche in modo più diretto nel costante controllo delle strumentazioni e degli impianti tecnologici di cui si servono i vari reparti ospedalieri, in particolare quelli di terapia intensiva. La funzionalità e la sicurezza dei vari impianti e sistemi, come per esempio gli impianti di climatizzazione, sono fondamentali per la garanzia di lavorare con la massima efficienza e per la salvaguardia del benessere dei pazienti.

Gli impianti di climatizzazione devono restituire la massima operatività, riproducendo un microclima specifico con il sufficiente cambio d’aria e con il corretto grado di purezza dell’aria. Allo stesso modo, gli apparecchi elettrici e sanitari, così come gli impianti medicali che si basano sull’uso di gas quali ossigeno, aria medicale, etc., devono garantire la massima efficacia e sicurezza, in ottemperanza alle normative.
Sebbene queste figure professionali siano poco conosciute al di fuori dell’ambiente specifico in cui lavorano, il loro apporto è fondamentale per il buon funzionamento degli ospedali e di tutti i centri medico-sanitari. Se già nella quotidianità la loro opera, basata su competenza professionale ed esperienza, è di fondamentale importanza, in una emergenza sanitaria globale come quella in corso, la loro attività si dimostra ancora più preziosa per poter rispondere in tempi rapidi e in modo efficace alle richieste che giungono dalle Direzioni sanitarie al fine di creare nuovi reparti e nuovi posti letto nelle terapie intensive per curare al meglio i pazienti affetti da COVID-19.